Un viaggio nell’Italia di oggi alla scoperta di ragazze che sono parte integrante di questo Paese, ma che la legge considera straniere.

In Italia ci sono oltre 800 mila ragazze e ragazzi nati in altri paesi, che qui hanno trovato la propria casa. Sono perfettamente integrati nel nostro tessuto sociale, tuttavia lo Stato nega loro il riconoscimento formale della cittadinanza. La politica ne discute da anni, cercando senza successo una legge che regolamenti la materia. Intanto quelle ragazze e ragazzi studiano e lavorano in Italia, l’italiano è la loro lingua, condividono abitudini e costumi dei loro coetanei: essere italiani è per loro una condizione di fatto.
Da sud a nord del Paese, il documentario racconta le vite e le aspirazioni di otto ragazze che vivono questa condizione di incertezza, l’essere “quasi italiani”. Il film segue la loro vita quotidiana, all’interno della famiglia, nel tempo libero, alternando scene di osservazione al racconto in prima persona. Ognuna di loro ha un sogno da realizzare, ognuna ha il proprio fardello di precarietà che mette a repentaglio la possibilità di essere felice.
Il nostro paese racconta l’entusiasmo della giovinezza, la ricchezza di origini così diverse, ma anche il rischio che tutto questo possa essere spazzato via. Come vivono quotidianamente questa contraddizione? Cosa significa sentirsi “quasi italiani”? Come sognano il loro futuro? Prevale la speranza o lo scoramento, la frustrazione o la passione?

L’obiettivo del lavoro è dare voce a queste nuove generazioni che si mischiano, che si sentono uguali nella diversità e inseguono i loro sogni e il loro futuro lottando contro le avversità. Dalle loro case alle città, dal racconto degli spazi quotidiani al loro contributo attivo alla costruzione della società civile, dall’esperienza personale a una riflessione sulla società italiana contemporanea, Il nostro paese riflette su che cosa significa oggi essere parte di una comunità. Quale futuro vogliamo per Insaf, Alessia, Marya, Ihsane, Sabrine, Anna, Rabia, Ana Laura? In quale Paese vogliamo che vivano? In quale vogliamo vivere?